Google pare non darsi pace: ecco Google+ Pages
A nessuno piace perdere; questo è fatto noto. Errare? E’ umano, lo si sa. Perseverare al contrario…
Ebbene a Big G. non va assolutamente a genio non essere leader in qualsivoglia internet service. Figuratevi, quindi, non riuscire a controllare il mercato dei social network! Da questa necessità di primeggiare è nato, lo scorso 28 Giugno, Google+.
Facebook è crollato? Neanche un mancamento. O meglio, per dovere di cronaca, Fb ha perso sicuramente un numero di utenti non trascurabile negli ultimi mesi, non tanto per una superiorità del ‘+’ che abbia in qualche modo spinto gli utenti allo switch, quanto perché molte persone si sono stufate di ogni tipo di social network.
Cara Google: Errare è diabolico, appunto!
Gli investimenti nel nuovo social network e la considerazione dello stesso come elemento centrale per il business di Google, hanno portato a ben pochi risultati. Poco successo all’inizio, critiche aspre dopo che la società ha deciso di aggiungere gli utenti, soprattutto coloro che avessero avuto un account Gmail, in maniera automatica.
Che fare quindi? Big G. le prova (e le proverà) tutte per far entrare G+ nel quotidiano degli internauti. Per questo l’ultima idea è stata quella di cambiare strategia: attaccare Facebook in maniera diretta, millantando di offrire un servizio pressoché identico ma di qualità, secondo i gestori, superiore, si è rivelata una scelta tanto errata quanto comprare una qualunque obbligazione emessa in Italia in questo periodo: un fallimento preannunciato. La nuova impostazione è semplice: fronteggiare Facebook cercando di far leva su quei servizi accessori che il colosso di Zuckerberg non è riuscito, per ora, a garantire con una qualità adeguata.
Google Plus Pages.
In questa nuova prospettiva Pages svolge il delicato ruolo di prototipo-esploratore. Si tratta, infatti, del primo strumento ideato per ‘crepare’ Fb dalle fondamenta. Annunciato lo scorso Lunedì, Google+ “Pages” sarà specificamente offerto a marchi, business e celebrità, per garantir loro una visibilità ancora maggiore attraverso il social network e, più in generale, sul motore di ricerca.
Ma non vi ricorda qualcosa? Facebook e Twitter, ad esempio.
Beh la somiglianza con le pagine di Facebook è quantomeno intuibile, secondo la descrizione degli ideatori. Se poi la associamo all’enorme utilizzo che i personaggi famosi fanno di Twitter, francamente questo Pages, (poco originale perfino nel nome se si pensa all’omonima App della Apple), sembra tanto un tentativo di frullare insieme i pro delle ‘pagine’ e dei ‘tweets’, più che un vero e proprio desiderio/tentativo di cancellarne i contro.
Del resto l’innovazione…
…è imitazione. Leitmotiv che caratterizza sempre più fortemente il processo innovativo, seguendo i filoni critici che assegnano il successo di Apple e Facebook, o meglio forse dei rispettivi fondatori, alla capacità di sfruttare al meglio buone idee altrui. Quindi, prima di emettere un giudizio negativo su Pages a scatola chiusa, diamo a Google ancora credibilità e fiducia, anche se la tentazione di archiviare l’intero progetto ‘+’ sfiora fortemente tutti gli esperti di social network. Vero è che per l’online marketing aver la possibilità di associare direttamente motore di ricerca a social network, in modo ancora più marcato, è opportunità incredibilmente interessante per tutte le compagnie.
Buzz, dicevamo.
Intanto Google Buzz, uno strumento di social networking microblogging creato da Big G. e implementato nel servizio di posta elettronica via Gmail, che era stato presentato al pubblico il 9 febbraio 2010 con una conferenza stampa nella sede di Mountain View, come avrà avuto modo di notare chiunque avesse un account Gmail, è in via di dismissione nemmeno due anni dopo, proprio per per dare ancora più visibilità al Plus.















